L’astuto (?) Renzi finito in bocca al Caimano (e al Porcello)

Matteo Renzi ha agito in modo coatto. Ottenendo gli inevitabili risultati: l’Italicum.

Non sto parlando del fatto che ha voluto incontrare Berlusconi nella sede del PD. Per me ha fatto bene a chiedere un incontro con B.: considero coatti semmai i romani che sono andati fuori dalla sede del Nazareno a protestare. E’ stato infatti sensato avere un colloquio con il capo della coalizione avversaria (non è colpa di Renzi se è un pregiudicato) per stabilire le nuove regole del gioco, ed è stato giusto farlo “in casa”. Le regole elettorali si decidono insieme, a grande maggioranza, con chi ci sta… se possibile – diceva lo stesso Renzi tempo fa. Il Porcellum non è stato deciso insieme, è stato imposto da una parte. Una porcata imposta. Ma proprio perché imposto, e anticostituzionale, il Porcellum andava assolutamente cambiato: insieme o unilateralmente, se la parte che l’ha imposto si dimostrava indisponibile.

Cambiato come? Questo non si può dire, le possibilità sono molte, ed è stato interessante che Renzi abbia proposto tre sistemi elettorali alle parti politiche. Questi sistemi avrebbero però dovuto avere come minimo comune denominatore il rispetto della sentenza della Corte costituzionale:

– obbligo delle preferenze

– nessun premio di maggioranza.

Questi due punti sarebbero dovuti essere imprescindibili. Se infatti non si tolgono le cause di incostituzionalità del Porcellum dal nuovo sistema elettorale, non si capisce dove starebbe il merito nel cambiare il Porcellum.

Ma Renzi agisce in modo coatto. A lui interessa fare, cambiare, avere dei risultati in tot tempo. Poco importa quali.

L’obiettivo suo era cambiare la legge, dimostrare di saper uscire dal pantano dell’indecisione e della divisione cronica dei vecchi dirigenti PD, che in 20 anni non sono riusciti a combinare nulla di significativo a livello di riforme istituzionali, leggi sul conflitto di interesse, leggi sul lavoro, leggi sui diritti civili e chi più ne ha ne metta. Renzi vuole, giustamente, darsi una mossa. Via alle riforme istituzionali, via a leggi sul lavoro e sui diritti civili. Iniziando dalla riforma più urgente, quella elettorale.

Quindi incontra B. con l’intento di trovare una soluzione vagamente simile al sistema elettorale spagnolo. Non chiarisce con la direzione del partito fin dove lui, come segretario, si spingerà o meno; non indaga la sensibilità in materia dei suoi colleghi di partito, o del suo elettorato: preferisce lasciare aperto ogni spiraglio per accontentare i suoi avversari politici. Evita quindi discussioni preliminari. Lui punta al risultato. In modo coatto.

E cosa partorisce il suo incontro con il caimano? Un super Porcellum. Alza lo sbarramento per i partiti singoli, sia che corrano in coalizione sia che corrano da soli. Così elimina definitivamente la sinistra dal Parlamento. Lascia il premio di maggioranza, che può arrivare al 18%. Lascia le liste bloccate senza preferenze. Introduce il ballottaggio se nessuno supera il 35%.

L’unico criterio di un siffatto sistema è la governabilità a tutti i costi. In modo coatto. Il ballottaggio permette già di per sé la governabilità: ma Renzi il coatto non rinuncia alla possibilità del premio di maggioranza al primo turno. Nonostante la Consulta abbia decretato sia incostituzionale.

Il Porcellum era criticato in modo veemente dal PD – da Renzi stesso! – per la mancanza delle preferenze e Renzi accetta il diktat di Berlusconi sulla mancanza di preferenze pur di arrivare a un risultato. Coatto.

Eppure, ripeto: è stato lo stesso Renzi, via streaming, a dire: “le regole si cambiano insieme… insieme con chi ci sta!” Bene, allora se il caimano impone l’assenza di preferenze, cioè un Porcellum bis, una persona con un pizzico di sale in zucca capisce che B. non ci sta. Ma questo creerebbe problemi: significa capire che occorre aprire una lunga discussione parlamentare, e Renzi, si sa, già salta i Consigli comunali di Firenze perché non ama le discussioni, quindi… Non gliela fa, non gliela fa a discutere senza vedere subito la soluzione a portata di mano. Renzi è uno che prende decisioni, che dirige giunte comunali decisioniste, non uno che ascolta con pazienza e che sa attendere.

Renzi comunque ha raggiunto un risultato. Certo! Prima il PD poteva dire di aver subìto il Porcellum, imposto dal cosiddetto Popolo delle [Sue] Libertà al Parlamento. Ora il PD può dire di essere complice di una legge peggiore del Porcellum. Quanto meno è complice Renzi e la direzione del PD, dove nessuno ha votato contro la mozione del segretario.

(Speriamo che il Parlamento rinsavisca e si opponga all’obbrobrioso Italicum).

In conclusione.

Quello che stupisce non è tanto il metodo Renzi, il suo “prendere così o lasciare” imposto alla direzione del PD, questa sua impostazione plebiscitaria che non ammette mezze misure e discussioni per la foga di arrivare a un risultato quale che sia. Stupisce la sua poca forza contrattuale verso B. anzi Berlusconi (torniamo a pronunciarlo interamente). Il caimano se lo è mangiato. E Renzi giocava in casa. Che pessimo giocatore, che pochezza di gioco e di risultato. Senza nerbo, senza carattere, senza una fisionomia il suo gioco. Non l’ho quasi mai apprezzato nel merito delle sue proposte politiche ma nel metodo spesso sì, quindi non pensavo fosse così amorfo quel ragazzo, lo consideravo più forte e più scaltro nel trattare con gli avversari. Renzi inoltre si è inimicato la sinistra del partito e il suo unico vero alleato, Vendola, costretto a fondersi nel PD o a scomparire se passa il Super porcellum. Ma soprattutto Renzi si è inimicato (spero!) parte del suo elettorato che, io credo, sarà stupefatto da questa proposta di legge senza preferenze.

Stupisce anche un altro fatto. La corte intorno a Renzi. Possibile che nessuno dei suoi collaboratori si sia accorto che l’accordo stretto con Berlusconi è una fantozziana cagata pazzesca? Possibile che nessuno dei suoi collaboratori sappia criticarlo guardandolo in faccia?

Stupisce anche che gente come Cuperlo, Fassina ma soprattutto Civati non prendano in considerazione l’opzione di una fuoriuscita dal PD. Si dirà: ma se passa questa legge cosa mai potrebbero fare? La sinistra sarebbe destinata a restare fuori dal Parlamento. Sbagliato. Oggi, 2014, la politica si fa con l’immagine in tivù. La politica passa dall’immagine, dalla comunicazione, dalle parole giuste al posto giusto – gli slogan insomma. Ci vuole un leader con l’immagine giusta, che sappia comunicare e che sappia trovare temi e parole giusti per arrivare al 5%. E se in più i temi sono sentiti dalla cittadinanza, come avviene per quelli della sinistra, allora il risultato è possibile. E quindi basterebbe una sinistra del PD aperta alla società civile e guidata da un Civati spesso in tivù per formare un partito intorno al 5%. Ma la sinistra che verrà, se mai verrà, è ancora lontana. Oggi per intenderci la sinistra del PD si autoannulla in un partito di centro, e la sinistra radicale è impantanata alla ricerca dell’impossibile, coatta quanto Renzi e specularmente a Renzi: coatta nel fare e rifare tutto ciò che non permette di arrivare a un risultato. Per esempio ora è all’opera nel restare divisa a tutti i costi per le prossime elezioni europee, nessuno che dica che i partiti della sinistra radicale debbano sciogliersi in un unico nuovo contenitore per rifondare la sinistra con nuovi temi, nomi, messaggi: non sia mai! Staremo a vedere invece come andrà avanti l’unica cosa sensata proposta a sinistra ossia l’appello di Micromega per una lista di cittadinanza senza partiti per le prossime elezioni europee: troveranno il modo di abortirla?

Infine, stupisce che costituzionalisti, politologi, intellettuali non reagiscono con forza e dicano a Renzi di aver portato a casa un risultato peggiore del Porcellum. Stupisce la mancanza di indignazione, a ogni livello. Non me la aspettavo dai giornalisti italiani, che considero una categoria nel suo complesso peggiore della classe politica (perché per i politici è legittimo tirare l’acqua al proprio mulino ma i giornalisti dovrebbero costituire l’opinione pubblica, dovrebbero controllare i politici tutti e non essere organo di propaganda di una parte come in realtà sono). Me la aspettavo da parte degli intellettuali, e da parte dei semplici cittadini. E ci spero ancora.

Lorenzo Galbiati

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