Il sindacato è un’altra cosa

Rimini, 6 maggio, si riunisce in congresso la CGIL. Il sindacato della Camusso si presenta diviso e la mozione di Cremaschi, documento 2, con lo slogan “Il sindacato è un’altra cosa”, rivendica una CGIL indipendente, democratica e di lotta. Non si riconosce negli accordi firmati in questi anni, in un mondo del lavoro precarizzato, alla mercè del capitale.

Il documento 2 è arrivato intorno al 3% dei consensi, ma i quasi 40.000 iscritti che lo hanno firmato parlano di brogli e mistificazioni durante le votazioni, giustificando le proprie ragioni con documenti e tabelle. Cremaschi prende la parola e, come al solito, infiamma la folla, il gruppo di Opposizione CGIL lo sostiene a gran voce, supportato dai familiari e sopravvissuti della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 (Associazione "Il mondo che vorrei"). Sì, a Rimini ci sono anche loro, non accettano che Moretti, l’ex amministratore delegato di Trenitalia, imputato nel processo ancora in corso e con pesanti accuse, sia stato scelto da Renzi per guidare Finmeccanica e invitato dai vertici della CGIL ai congressi di Firenze e Rimini. Un uomo che ha definito la più grande tragedia ferroviaria dal dopoguerra ad oggi un “episodio spiacevole” e in questi anni ha tagliato posti di lavoro e penalizzato la sicurezza, quale contributo potrebbe apportare alle “Giornate per il lavoro” inaugurate dalla CGIL? Quali consigli potrebbe dare Moretti in materia di sicurezza, salute e occupazione? L’intervento di Cremaschi tocca non solo questioni interne alla CGIL, ma cerca di far emergere l’ipocrisia della dirigenza sindacale, la sua autoreferenzialità e distanza dalla classe lavoratrice.

La cosa che più colpisce fuori dalla sala congressi è proprio il distacco di una buona parte dei delegati sindacali presenti non tanto dal gruppo di Opposizione CGIL, le occhiate sprezzanti e i sorrisi denigratori sono quasi di circostanza, quanto dall’Associazione “Il mondo che vorrei”. Diversi delegati CGIL rifiutano di prendere i volantini che i familiari delle vittime di Viareggio stanno distribuendo in maniera educata e rispettosa ai sindacalisti presenti, qualcuno li strappa, ma soprattutto altri chiedono alle forze dell’ordine presenti di allontanarli. Se questo è il sindacato più importante d’Italia, se questa è la democrazia interna di cui si parla, non c’è da stupirsi della deregolamentazione del mercato del lavoro, della perdita di fiducia della classe lavoratrice, sempre più precaria, nei confronti del sindacato.

Simone Genovese

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