Un appello per rilanciare Tsipras

#PRIMALEPERSONE: L’ALTERNATIVA POSSIBILE

«Avanziamo la proposta di dare vita in Italia a una lista promossa da movimenti e personalità della società civile, autonoma dagli apparati partitici, che sia una risposta radicale alla debolezza italiana». Queste le parole che hanno dato vita alla Lista L’Altra Europa con Tsipras. E’ in virtù della loro chiarezza che alcuni di noi si sono candidati e per le quali attiviste e attivisti dei comitati hanno lavorato alla costruzione di un progetto unitario.

Il superamento del quorum da parte della Lista pone di fronte a grandi responsabilità il mondo che l’ha sostenuta, i candidati che l’hanno rappresentata e le personalità che l’hanno promossa: non gettare alle ortiche un risultato che era tutt’altro che scontato. Ora è più che mai necessario lavorare a un allargamento del campo, fermando le vecchie logiche di partito (non le identità politiche) che rischiano di far franare il progetto: per farlo, dobbiamo recuperare e risignificare lo spirito unitario dal quale la nostra avventura ha preso le mosse.

E’ ora il tempo di osare. Di avere il coraggio di avviare un processo orizzontale, partecipativo, inclusivo, accogliente e trasparente. Tutti insieme, con le vaste reti di attivisti, intellettuali, associazioni che ci hanno appoggiato, e con le persone che si sono spese nei comitati, dobbiamo proseguire nel coinvolgimento di quanti sono rimasti ai margini, non riuscendo a fidarsi completamente dei primi e faticosi passi della nostra Lista. Dobbiamo fare fin d’ora quel che tutti si attendono, che non deve essere mai più una sommatoria di identità o di organigrammi partitici: dobbiamo uscire dal recinto in cui i media e la polarizzazione dello scontro politico – interno ed esterno – ci hanno rinchiuso. Per farlo, è necessario unire tutte le relazioni che abbiamo tessuto, e costruire rapporti di fiducia con chi ancora non è parte di questa nostra “trama”, con chi si muove, vive e lotta nei territori, nei luoghi di lavoro, negli spazi fisici e culturali dove si sostanziano le contraddizioni che avviliscono e impoveriscono il nostro tempo.

Dobbiamo essere coerenti e chiari. Rigettare la politica delle geometrie variabili, delle alleanze e delle strategie autoreferenziali. Dobbiamo avere lo sguardo puntato ai bisogni delle persone per dar finalmente vita a proposte politiche, non più prorogabili, che contrastino l’attuale degrado sociale, ambientale, morale e culturale. Proposte che sappiano indicare e costruire nuove forme di convivenza sociale, un nuovo modello di economia e nuove forme istituzionali all’altezza dei tempi. E tutto questo deve avere come orizzonte l’Europa e la dimensione internazionale e deve saper arrivare al più piccolo paese o quartiere e alle sue relazioni e vitali reti sociali.

Possiamo riuscirci a partire dai valori, dalle scelte di campo, dalle battaglie già ben individuate nel programma dell’Altra Europa. Stop all’austerità. Rifiuto delle privatizzazioni dei beni comuni, della precarietà, del dominio dei poteri della finanza sui diritti delle persone, e delle scelte ispirate al liberismo. Accoglienza e solidarietà tra i popoli, perché cessi il massacro nel Mediterraneo. Contrasto delle mafie, del riciclaggio e della corruzione. Conversione ecologica, difesa dell’ambiente, tutela della salute, lotta contro le grandi opere imposte ed inutili e contro il saccheggio del territorio e il degrado del paesaggio, per trasporti equo-sostenibili ed il diritto alla mobilità per tutti. Ricostruzione di una cultura solidale, dei diritti civili, delle uguali opportunità di genere nelle differenze e di rispetto del vivente. Definizione di una politica estera che sappia rendere l’Europa promotrice di pace dentro e fuori i suoi confini.

Possiamo e dobbiamo farlo, perché il 4.03% è appena sopra lo sbarramento previsto per l’accesso alla rappresentanza nel Parlamento europeo, ma è molto distante dalla soglia critica necessaria per incidere realmente, per cambiare un modello di sviluppo violento e perdente, per cambiare l’Italia. Far crescere, tutelare, coltivare una progettualità che guardi all’ampiezza dell’orizzonte comune, non alle piccole rendite di appartenenza di ciascuno, per costruire un soggetto/movimento/spazio politico nuovo. Basta volerlo veramente.

Noi lo vogliamo!

Domenico Finiguerra (nord-ovest), Daniela Padoan (nord-ovest), Roberto Mancini (centro), Ivano Marescotti (nord-est), Annalucia Bonanni (sud), Isabella Cirelli (nord-est), Enzo Di Salvatore (sud), Mauro Gallegati (nord-ovest), Domenico Gattuso (sud), Riccardo Petrella (nord-est), Gigi Richetto (nord-ovest), Teresa Masciopinto (sud).

(ex candidati per L’Altra Europa con Tsipras)

Roberta Radich (Vicenza), Laura Cima (Torino), Pietro Del Zanna (Siena), Alessandro Ingaria (Cuneo), Mario Malandrone (Asti).

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