Diario da un’Altra Europa (cronistoria del 19 luglio)

di CINZIA VALENTINI e GIOVANNI TORRISI

ore 6.00 Fano
Io e Giovanni (Torrisi) partiamo con la sua auto un po’ assonnati: siamo critici, positivi e costruttivi, comunque e nonostante.

ore 9.30 Roma
Parcheggiamo e ci dirigiamo al teatro Vittoria in zona Testaccio. Brulicare di compagne e compagni davanti all’ingresso, un banco con libri e copie de il Manifesto. Saluti. Primo scambio di battute.

Sei stato ieri sera all’incontro con Tsipras a Roma?
Sì, ma non c’era molta gente
Un po’ di stanca in giro…
Già anche da noi.

Vieni che ti faccio conoscere i compagni di Ancona, mi fa Giovanni. Strette di mano, scambio di battute, ci sono due ragazzi, si uniscono ragazze e ragazzi degli anni 80, il gruppo marchigiano si materializza.

Andiamo poi ad iscriverci ai gruppi di lavoro, lasciamo la nostra e-mail e un recapito. Seguiamo la marea, la platea è piena, saliamo in galleria. Afa e brusii di accenti diversi, chiome canute, donne, diversi ragazze e ragazzi di associazioni, movimenti, Sel, Rifondazione, giornalisti del Manifesto, fotografi, candidati della lista.

Sul palco, intorno ad un tavolo, gli eurodeputati Barbara Spinelli, Eleonora Forenza, qualche garante. Curzio Maltese fuori palco. Non vi salirà, non parlerà.

Comincia la plenaria. Viene letto il messaggio di Tsipras che non ha potuto presiedere: è programmatico, ricco e critico, il compagno che legge s’interrompe al ricordo dell’anniversario dei fatti di Genova: 19 luglio 2001. Piange. Commozione forte in sala. Applausi. Interviene Barbara Spinelli, poi Marco Revelli. Che snocciola un’analisi lunga e dettagliata di cifre e statistiche della realtà del progetto.

Il progetto non è ancora un soggetto politico, ma tanti sono i nomi per indicare quello che donne e uomini stanno pensando, immaginando e agendo. Una gestazione che prevede tempi lunghi, pazienza, nuove parole, creatività, capacità dialettica e di mediazione. Rispetto di differenze e identità. Una nuova sintassi politica.

ore 11.30
Parla Moni Ovadia. Racconta della situazione israelo-palestinese. Dell’ingiustizia, dell’arroganza del potere. Dell’asimmetria di forze. La sua analisi e appello strappano consensi e applausi, gli unici, forti e scrocianti della giornata. Seguono le proposte per i lavori: gruppi tematici di lavoro si riuniranno nella speranza di condividere le esperienze locali e dare una forma all’esperienza politica dell’Altra Europa.

ore 12.00
Usciamo nell’afa che ci aggredisce, la luce è abbacinante, lì aspettiamo i facilitatori che ci condurranno nei diversi spazi assegnati intorno al teatro o nel teatro stesso. Il mio gruppo non è numeroso e affronterà i temi della scuola, cultura, formazione. Quello di Giovanni invece, ben più nutrito, tratterà dell’agenda degli appuntamenti italiani per il semestre europeo e dei prossimi, imminenti, appuntamenti politici regionali: Emilia Romagna e Calabria. Due posizioni si confrontano. Chi vorrebbe esprimere un’identità politica altra dal PD, distinta e distante nei temi, nei programmi e nelle prospettive, e chi invece preferirebbe lasciare tali considerazioni alla sensibilità dei compagni delle singole regioni interessati. Non si arriva ad una sintesi, ma la dialettica è chiara.

Sono tre ore intense di interventi cronometrati dai facilitatori, le discussioni sono spesso animate, polemiche e appassionate, gli interventi incalzanti a seconda dei temi. 3 ore di racconti personali, esperienze territoriali di associazioni e movimenti, di proposte ricche, intelligenti, concrete, originali. Tutti gli interventi vengono poi riassunti in report da riferire e socializzare nella plenaria di chiusura.

ore 15.30
I gruppi di lavori si disfano più o meno in contemporanea, si fa una breve pausa rigenerante. La stanchezza e la canicola incalzano e si fanno sentire.

ore 16.00
Ricomincia la plenaria. Un ex partigiano dell’Anpi, memoria storica di resistenza, ci incoraggia ad andare avanti. Una compagna legge una lunga e-mail di Stefano Rodotà. E’ la volta dei report. Che vengono integrati rapidamente e in diretta, se sono incompleti e presentano delle lacune.

Alle 18.30
L’assemblea viene sciolta, ma prima viene fatta la proposta di integrare il comitato nazionale con due rappresentati di genere dei vari comitati regionali. L’assemblea diventa frenetica e magmatica avvicinandosi alla conclusione. Il tempo è scaduto, troppo poco ma sufficiente per capire che vogliamo continuare a tracciare un sentiero progettuale politico. Tutto in salita e impervio.

ore 18.45

Io e Giovanni raggiungiamo l’auto per uscire da Roma. Riflessioni del ritorno:

• Gli eurodeputati hanno ricevuto iniziali indicazioni generali programmatiche per la prossima legislatura.

• I gruppi di lavoro e lo scambio tra gruppi tematici sono la piattaforma per un lavoro in rete e territoriale più o meno capillare, efficace ed incisivo a seconda della realtà locale e della radicalità delle associazioni e movimenti sul territorio. Dovrà essere rafforzato e intensificato il lavoro dei comitati territoriali.

• Si dovrà affrontare lo scoglio delle elezioni regionali che sono imminenti: rifiutare ogni accordo elettorale con il PD o esaminare e valutare di volta in volta le esigenze territoriali partecipando a liste affini per programma visto che non esistiamo ancora come soggetto politico e istituzionale pronto ad una competizione elettorale?

• L’autunno ci vedrà propositivi con la costruzione di un’agenda, appoggio ad iniziative territoriali o leggi di proposta popolare, manifestazioni di piazza, circolazione di materiali, esperienze e report in rete attraverso una mailing list o fisicamente. Appuntamento per una prossima assemblea nazionale.

Cinzia Valentini e Giovanni Torrisi (Coordinamento Lista Tsipras di Pesaro e Urbino)

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