La mia Codogno e quell’eterna divisione a sinistra

di GIANDIEGO MARIGO

Raggiunta, da tempo, la nausea, avevo promesso di non parlarne più, sino a che non si fosse visto qualche cosa. Quel che si è visto non mi piace, ma sempre con i miei occhiali da “locale” ho deciso di riparlarne comunque. Non si confonda il mio piglio con un delirio egotico: non lo è, tutt’altro, ma io credo che quando si parla di questo argomento ognuno debba parlare di sé e delle sue volontà/intenzioni.

Partiamo quindi dalla mia piccola, piccola città nella bassa lodigiana: Codogno, seconda città di quella che fu la Provincia di Lodi. Allarghiamo lo sguardo, solo un attimo, nel macrocosmo della politica nazionale: l’unità della sinistra radicale si è bloccata (ammesso che mai ci sia stata la reale intenzione di farla partire) su mille ed un pretesto, su mille ed una piccola differenza di visione e di prospettiva… ufficialmente!

Nel mondo reale è stata rimandata a dopo le elezioni locali di alcune grandi città, onde permettere a SEL di non mettere in discussione la sua “fraterna vicinanza” alla Grande Puttana PD …mentre “la Sinistra”, quella cosa/popolo che si sta “rimestando” dalle mille ed una base, sta prendendo coscienza che la sua vita dipende, invece, invece dalla “lontananza”.

L’arcipelago è quindi diviso sulla tattica elettorale, nella realtà, mentre modula strane canzoni, fatte di priorità di costruzioni partitiche, di solfeggi sulle differenze e via così dicendo…

Nausea!

Nel piccolo mondo della mia Codogno è avvenuto esattamente questo: quest’area, che chiameremo area SEL, (esattamente come fa a Milano) appoggerà il sindaco uscente piddino-renziano-democristiano che di più non si può.

La sinistra, quella vera, non ci sarà! …E non perché in città non esista, anzi, ma perché non ha la forza… persa com’è in litigi antichi e personalistici, in antichi rancori che la attraversano… su questioni di lana caprina, e perché non riesce ad esprimere un sindaco che abbia meno di 70 anni.

Molti, si deve pur dirlo, di quest’area, che faceva parte della giunta precedente, rimangono ben attaccati alla loro poltrona d’assessore; altri, semplicemente, in perfetto stile SEL, fingono di non avere affatto notato che il PD è da tempo un partito democristiano e liberista, ma questa ipocrisia non è nuova ed è una della cause per cui siamo ancora qui.

Permettetemi di dire quel che penso. Ci sono progetti serissimi e bellissimi che riguardano la solidarietà e la mutualità nella sinistra codognese, progetti che partono dall’esperienza fondamentale di Lodi-Comune Solidale, lista civica dell’AreA di Progresso e Civiltà Lodigiana. Sono progetti importanti che si muovono nel senso giusto; per questi progetti val bene astenersi dall’agone elettorale per questo giro, ma dovremmo gridarlo, dirlo, farlo sapere! Spiegare che una poltrona non ci ripagherebbe d’un compromesso vergognoso ed infame.

La sinistra e l’Area di Progresso a Codogno e nella Bassa ci sono, così some in tutto il paese, e forse stanno muovendosi nel senso giusto, non già quello delle poltrone, ma quello dell’essere fra la gente.

Detto questo resta, ai miei occhi di Socialista Libertario e Radicale l’assurda inutilità demenziale dei mille rivoli, delle polemiche sul nulla, delle differenze invalicabili e stolte.

Unità d’azione sull’antifascismo, sull’anti-capitalismo, sull’anti-liberismo; rinuncia alla polemica sterile e rilancio delle proposte pratiche, ricerca delle ragioni di unità a scapito di quelle di divisione, comprensione della necessità unitaria come valore portante, dei comportamenti virtuosi, dell’organizzazione di contro-potere, della creazione di un contro-mercato che parta dalla solidarietà e dall’equità del guadagno e dell’offerta. Mutualità e Cooperazione come proposte alternative d’organizzazione del lavoro. Stipendio di cittadinanza, recupero del dismesso ad uso sociale, difesa del territorio e della sua vocazione contadina con la messa in discussione del progetto industriale in agricoltura e dell’attacco della logistica della Milano da bere; controllo democratico dal basso delle istituzioni… Queste ed altre mille proposte non fanno parte del quid su cui si polemizza, sarebbero territori in qui inoltrarsi, ma siamo sempre lì: si preferisce temporeggiare su vecchi tatticismi… pensare in modo antico, privilegiando la cura dell’orto alla salvezza del pianeta… (assoluta metafora senza riferimenti).

Si preferisce rimanere fermi per mesi, sul nulla modulato con sapienti parole da intellettuale modaiolo o da leader carismatico… Si preferisce riempire la rete con mille commenti simili fra loro sino a trasformare la discussione in un marasma di parole inutili.

Quel che serve è l’intenzione, la volontà, la visione, la coscienza della necessità, l’urgenza della soluzione, l’assoluta memoria dei motivi spirituali e interiori che ci hanno portati qui, tutti noi uomini fra uomini… non leader, non capipopolo; noi esseri umani con le nostre speranze e la nostra voglia d’un mondo migliore.

Sconfiggiamo il mostro Pragma che ci costringe a mille ed una valutazione tattica… perché seguendolo ci stiamo, semplicemente, scordando d’avere una Strategia. Ma soprattutto ci stiamo scordando del perché siamo tutti qui!

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