Perché continuiamo a vivere come schiavi volontari?

di PIERLUIGI RAINONE

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni che esulano dalla politica, o almeno da quello che è diventata la politica negli ultimi decenni cioè un mero strumento per conquistare voti, consensi, potere e, tramite questi affari.

La situazione politica attuale conferma molte delle teorie di studiosi che hanno concentrato la loro attenzione su quello che potremmo definire la servitù volontaria (espressione coniata dal filosofo De la Boetiè, amico di Montaigne); questo modo di pensiero è la base fondamentale per la nascita, l’accettazione e la continuazione di ogni forma di potere che, come sosteneva giustamente M.Foucault, attraversa i corpi e le menti plasmandole al servizio del capitale e del sistema di dominio.

La maggioranza delle persone, superata l’infanzia, vivono seguendo la volontà di uno o più "pastori" comportandosi come se fossero all’interno di un gregge, più o meno grande a seconda delle dimensioni del gruppo (politico, religioso) al quale fanno riferimento.

La concezione del potere classica, sia essa di matrice giuridica, sia essa marxista risulta totalmente fallace nell’analisi e nella comprensione di molti comportamenti umani che, di fatto, sono inspiegabili razionalmente; l’autoritarismo politico, che si sta diffondendo sempre di più in Europa (e non è un caso) è il risultato e la fonte di questa servitù volontaria.

Ho pubblicato nel 2016 un saggio intitolato Riflessioni critiche sulla contemporaneità dedicando il primo capitolo al tema del rapporto tra la nonviolenza e la rivoluzione (da intendere come trasformazione radicale e totale della società in tutti i suoi aspetti); ho sottolineato, in questo testo, l’importanza di rinnovare profondamente la teoria socialista innestando in essa l’approccio nonviolento (con la teoria del potere che si basa principalmente sul consenso volontario e non sulla repressione) e la teoria verde e pacifista (cito solo per fare un esempio la straordinaria figura di Alex Langer).

Il sistema capitalistico è un sistema totalitario visto che è riuscito ad entrare in ogni settore ed in ogni aspetto della nostra vita, nulla riesce a sottrarsi ad esso finanche le relazioni umane e interpersonali mai così misere come in questo periodo storico.

I rapporti e le relazioni umane sono oggi quasi tutte all’insegna di quella che i principali esponenti della c.d. teoria critica (Adorno e Horkheimer) definirono la razionalità strumentale, che è l’unica razionalità presente nel continente europeo); di ragion critica kantiana neanche a parlarne!!

La mia esperienza di vita mi ha convinto sempre di più che la miseria affettiva e sessale è alla base di gran parte dei problemi che attanagliano la nostra società malata, tutto ciò non fa che confermare molte delle analisi di W. Reich, pensatore mai preso sul serio a sinistra dato che, si era allontanato dal marxismo denunciandone tutti i limiti.

Pochi giorni fa è morto Sergio Marchionne, persona che, al di là dell’umana pietas per la sua morte, non può essere rimpianta considerando come ha vissuto la sua vita; la mia attenzione, però, si sofferma sulle modalità che hanno portato poche persone (la famiglia Agnelli) a dettare i tempi di vita di migliaia di uomini, se non di milioni (dato che il folle sistema di trasporti in Italia è stato imposto dalla FIAT).

Come è possibile che si sia accettato un modo di produzione (come quello fondato sulla catena di montaggio) che schiavizza i lavoratori e li rende delle semplici appendici delle macchine con tutte le malattie del caso?

Come è possibile non aver capito che il capitalismo, una volta entrato a fare parte delle nostre vite, non se ne sarebbe più andato?

Come è possibile che continuiamo a vivere come animali in gabbia senza il desiderio di uscirne?

Come è possibile che la specie umana è l’unica tra quelle viventi che si sta suicidando con le proprie mani accettando di vivere in un modo sempre più alienante ed autodistruttivo?

Come è possibile che la Terra sia sempre più saccheggiata e depredata?

Le risposte le lascio ai lettori, ai simpatizzanti ed agli iscritti del vostro movimento che, con tutti i limiti del caso (l’adesione a Potere al Popolo è stato un grave errore politico) sta cercando di ricostruire una valida opzione socialista in questo disgraziato e dannato paese.

Ringraziandovi per l’attenzione,

spero che questo mio contributo al dibattito possa essere pubblicato nel vostro sito al fine di dare il là ad un confronto aperto.

Un saluto cordiale

Pierluigi Rainone

(Terni)

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