Appello per un sovranismo libertario

di LEONARDO MARZORATI

Il vento sovranista soffia sempre più a destra. Sui social, come tra le forze politiche, sono sempre troppo deboli le correnti socialiste o di sinistra che hanno abbracciato una visione “sovranista”. Nella vulgata comune, il termine sovranista viene quasi sempre accostato automaticamente alle nuove destre populiste: la famosa vacca nel corridoio narrata da Pierluigi Bersani.

Si può essere sovranisti, ovvero difensori della sovranità nazionale e fortemente ostili all’attuale Unione Europea, e al tempo stesso socialisti? Sì, certamente, ricordando il ruolo fortemente critico verso l’impostazione europeista che ebbe il PCI e altre formazioni di sinistra fin dagli anni cinquanta e di Rifondazione Comunista verso il trattato di Maastricht nel 1992.

La sinistra sovranista poi, già debole di suo, rischia di essere identificata solo con forze neo-staliniste come il Partito Comunista di Marco Rizzo o “barricadere” come Campo Antimperialista di Moreno Pasquinelli. Si sta lentamente affermando la formazione socialdemocratica e sovranista fondata dall’ex viceministro del governo Monti Stefano Fassina, Patria e Costituzione, ma al momento un ragguardevole contatto tra sovranismo e socialismo libertario manca.

L’identità libertaria sembra invece essere a totale appannaggio di forze liberiste come i Radicali (+Europa) o di forze della sinistra neoliberale (Sinistra di Nicola Fratoianni, Futura di Laura Boldrini, Possibile di Pippo Civati). Tutte formazioni politiche, chi più chi meno, di stampo europeista e comunque avverse al sovranismo.

Manca oggi in Italia un sovranismo libertario. Ed è su questo punto che il Movimento RadicalSocialista dovrebbe scendere in campo. Si può essere contro l’austerity di Ursula Von der Leyen, contro il liberismo di Fmi e Bce, contro i nazionalismi europei alla Emmanuel Macron ed essere al tempo stesso a favore dei diritti civili e sociali. Si può essere contro la Ue e per il socialismo attraverso passaggi democratici.

L’avversione al liberismo europeo non può essere lasciata, a sinistra, in mano a sole forze estremiste, per quanto utili nella lotta. Se così fosse si rafforzerebbe in automatico l’antieuropeismo di natura ultraconservatrice, quello di Lega e Fratelli d’Italia.

Al tempo stesso, vedendo che l’avversione alla Ue è propagandata quasi esclusivamente da esponenti politici vicini ad ambienti neofascisti, omofobi, catto-reazionari e xenofobi, tanti italiani distanti anni luce dalle posizioni della destra radicale rischiano di non avvicinarsi minimamente a una visione sovranista civile e libertaria.

Si può essere sovranisti e sventolare con orgoglio la bandiera arcobaleno; si può essere sovranisti e schierarsi per le adozioni ai single; si può essere sovranisti e favorevoli ai matrimoni omosessuali; si può essere sovranisti e a favore di uno ius culturae.

Sovranismo può andare d’accordo con pacifismo. Aldo Capitini, socialista radicale e libertario, fondatore della Marcia della Pace di Assisi, oggi sarebbe un sovranista italiano. Contro le guerre, contro i nazionalismi, contro il razzismo, ma sovranista.

Il rifiuto assoluto della guerra non è incompatibile con il sovranismo, anzi. Anche il messaggio di padre Alex Zanotelli, per cui la vera evoluzione umana arriverà solo con la fine di tutte le guerre, può essere letto in chiave sovranista. Chi difende i propri confini, soccorrendo chi all’interno di essi è in difficoltà e rispettando ogni popolo, risponde alle richieste di pacifismo di Capitini e Zanotelli. Il pacifismo può sposare una visione di sovranità nazionale civile e democratica. Capitini vedeva in Gandhi un erede di Marx. E chi più di Gandhi è stato un fiero sovranista a difesa dell’autodeterminazione del popolo indiano? Ora tocca ai popoli europei liberarsi dal dominio dei burocrati di Bruxelles. Con le stesse armi usate da Gandhi; con lo stesso ideale pacifista di Aldo Capitini.

Il Movimento Radicalsocialista può essere il baricentro di una congiunzione tra politiche socialiste e libertarie e di identità nazionale. Il cuore di un “sovranismo arcobaleno”. Per fare amare la cultura e i simboli italiani anche a tanti compagni troppo abituati a vederli come un’esclusiva delle peggiori destre.

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