“Perché guardo con interesse le Sardine”

di FABIO GREGGIO

Riguardo all’articolo pubblicato dall’ottimo Leonardo Marzorati nel sito radicalsocialismo.it: Interessante analisi anche se molti dati sono dedotti e non verificati. Interessante il concetto che socialisti e comunisti devono o dovrebbero fare quello che fanno le sardine, tornare al popolo, essere antagonisti fisicamente e non solo su facebook.

Guardo con interesse le Sardine perché è un movimento di piazza e non sarei di sinistra se arricciassi subito il naso prima ancora di capire chi sono e cosa vogliono al netto di qualche affermazione comica e imbarazzante comprensibile data l’esposizione mediatica improvvisa.

Il fatto che all’interno vi siano elementi dell’Ulivo, che ritengo il momento catartico del declino del pensiero berlingueriano che ha prodotto la metastasi Renzi e il concetto fascista di rottamazione da molti visto come una catarsi risolutiva, non è determinante per un’analisi definitiva: i movimenti di piazza inizialmente hanno sempre una certa eterogeneità, è la risultante finale dell’identità in costruzione che ci interessa non la genesi e il percorso iniziale espressione di identità casuali spesso non considerabili.

Non ritengo allo stato attuale la sinistra intesa come antagonista, capace di trascinare la popolazione in piazza, perché usa ancora metodi obsoleti, usa un linguaggio non comprensibile ai giovani e troppo ortodossa nel pensiero.

Guardo a molti movimenti nascenti, i seguaci di Greta, le Sardine, i fenomeni politici ispanici, tutti fortemente legati a dinamiche di web che producono piazze piene.

La nuova sinistra socialista dovrebbe ridefinirsi al netto delle esperienze craxiane che costituiscono ancora un muro di separazione. Più che i contenuti di questi movimenti mi interessano le dinamiche costitutive che potrebbero essere inserite in un nuovo processo costitutivo del socialismo. MRS in effetti è nata come la rifondazione del socialismo con un pantheon eterogeneo che va da Gandhi a Che Guevara, Gobetti e Marx, per prendere da ogni idea nobile il meglio e assimilarlo in una genesi obbligatoriamente catartica.

Non mi interessa quindi se le Sardine oggi dicono sciocchezze da parte di qualcuno o hanno all’interno forze riformiste che hanno distrutto il pensiero left italiano. Mi interessa cosa verrà fuori a marzo dal loro stato generale e solo allora si potrà fare un’analisi corretta seria e basata su elementi definitivi. Le Sardine potranno essere un fallimento come i girotondi o M5S, o una risorsa per il socialismo. Occorre attendere la loro autocollocazione nel quadro geopolitico.

Intanto quello che constato è che ci sono 100mila persone che cantano Bella Ciao, che sono gli unici a contrastare con efficacia fisica il nascente neofascismo salviniano, mentre la sinistra antagonista ridotta a percentuali da peso atomico elabora scenari incomprensibili, anche se validi, per il popolo che ha bisogno di risposte semplici ma efficaci.

Numeri impressionanti che dovrebbero far riflette. Un popolo eterogeneo che vuole mettere un punto alla degenerazione del progressismo italiano che non lascia orizzonti né punti di riferimento praticabili, e una destra sempre più aggressiva, televisiva, mediaticamente capace di penetrare e creare mondi impossibili per il mero obiettivo di ottenere potere e mettere a tacere tramite la diffamazione.

Saremo capaci noi di fare cose concrete oltre che analisi probabilistiche? Questo è il quesito che dovremmo porci.

(Fabio Greggio)

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