Per fare una nuova legge elettorale ci vuole un referendum popolare

Alfonso Giannidi Alfonso Gianni

Ilvo Diamanti definisce la stravagante scelta di Napolitano di costituire due commissioni di “saggi” come una in-decisione. In realtà è qualche cosa di peggio: è la sospensione della democrazia e del sistema parlamentare su cui si fonda la Repubblica. Una scelta che viene da lontano. Quando cadde Berlusconi era il momento di andare al voto. Napolitano, con la complicità del Pd che ora se ne lamenta, come fa Mario Tronti in una recente riflessione, impose la soluzione Monti per tranquillizzare i mercati. Quel governo aveva un obiettivo interno molto palese: spaccare il centrodestra e il centrosinistra. Obiettivo riuscito, soprattutto sul secondo versante. Poi le strade di Monti e Napolitano si divaricarono, soprattutto per le manie di grandezza del primo.

Ora tornano a sovrapporsi, visto che il primo effetto delle decisioni presidenziali è mantenere in vita un governo che non è stato sfiduciato dal precedente parlamento, ma neppure si è presentato alla prova della fiducia del nuovo, in barba all’articolo 94 della Costituzione (“Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere”). Persino i 5stelle si accorgono che qualcosa non va Continua a leggere

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