A sinistra è questione Capitale

da Micromega

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Con il voto per il Napolitano-bis il Pd ha scelto la politica compromissoria delle larghe intese. Ora che la coalizione Italia Bene Comune sta andando in frantumi, per la sinistra italiana è arrivato il tempo di scegliere cosa fare. Le elezioni al Campidoglio possono rappresentare un tassello importante per la costruzione di un’alternativa.

di Sandro Medici*

Svuotata, smarrita, abbattuta, furiosa. Scegliete voi come definire la sinistra italiana, oggi, dopo la catastrofe parlamentare di sabato pomeriggio. Sconfitta ancora una volta dalle proprie patologie, da quell’estenuante sdoppiamento tra poter e dover essere. Specchio frantumato da incertezze e contraddizioni mai superate, da equivoci e ambiguità mai sciolti, da compiacenze e servilismi mai ammessi ma di fatto agiti e forse subiti.

L’onda lunga dell’89, che nel tempo sempre più intorpidiva, fino a diventare schiumosa risacca, ha trovato infine il suo definitivo approdo. Il peggiore: l’abbandono, l’estinzione, la resa.
Inascoltati o scherniti, in diversi andavamo dicendo che non ci sarebbe stato esito diverso, che sarebbe stato necessario Continua a leggere