La sinistra e la forma partito

di Pierfranco Pellizzetti da Micromega

«La società politica è stata azzerata…è il
prodotto di un ‘movimento per la liberazione
dei ricchi’: i potenti non vogliono dominare
perché hanno capito che non è un’attività
abbastanza lucrativa; vogliono soltanto
arricchirsi e allontanarsi sempre di più dal
resto della società»
Stephen Holmes

Non è vero che prima ci sono i bisogni. Un soggetto collettivo nasce dall’identificazione e dalla concettualizzazione di tali bisogni in una narrazione produttiva di senso e significati (come tale aggregativa): il momento sorgivo della politica democratica, quale alternativa a ciò che tale non è; ossia la pura e semplice tecnologia del potere.

Del resto sono in molti e autorevoli – da Castells a Rosanvallon e Touraine – quanti attualmente rivisitano la veneranda XII tesi marxiana su Feuerbach affermando all’incirca che “per cambiare il mondo occorre pensarlo in modo diverso”.

Tale identificazione/concettualizzazione avviene attraverso l’elaborazione intellettuale e il confronto dialettico; operazioni a cui nel Moderno era (è?) delegata quella struttura chiamata partito; di cui da più parti oggi si dichiara l’inutilità, grazie al conclamato recupero di modalità a gestione diretta del processo decisionale innescato dal discorso pubblico (anch’esso recalcitrante a ogni forma di delega).

Insomma, sul banco degli accusati c’è finita la grande invenzione della politica moderna (Robert Dahl): il principio di rappresentanza, grazie al quale la forma-partito è diventata il paradigma pervasivo dell’idea stessa di politica, della sua esclusiva pensabilità.

Chi scrive è convinto che il discredito di tale principio discende in larga misura dalle pratiche sempre più inquinate e corrotte in cui continua a essere declinato, non dall’esaurimento della sua intrinseca forza concettuale e ordinatrice. Infatti è grazie alla rappresentanza che la democrazia dei moderni ha potuto vincere la sfida radicale – impensabile nell’agorà ateniese del V secolo A.C. – rappresentata dai grandi spazi e dai grandi numeri.
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