A sinistra è questione Capitale

da Micromega

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Con il voto per il Napolitano-bis il Pd ha scelto la politica compromissoria delle larghe intese. Ora che la coalizione Italia Bene Comune sta andando in frantumi, per la sinistra italiana è arrivato il tempo di scegliere cosa fare. Le elezioni al Campidoglio possono rappresentare un tassello importante per la costruzione di un’alternativa.

di Sandro Medici*

Svuotata, smarrita, abbattuta, furiosa. Scegliete voi come definire la sinistra italiana, oggi, dopo la catastrofe parlamentare di sabato pomeriggio. Sconfitta ancora una volta dalle proprie patologie, da quell’estenuante sdoppiamento tra poter e dover essere. Specchio frantumato da incertezze e contraddizioni mai superate, da equivoci e ambiguità mai sciolti, da compiacenze e servilismi mai ammessi ma di fatto agiti e forse subiti.

L’onda lunga dell’89, che nel tempo sempre più intorpidiva, fino a diventare schiumosa risacca, ha trovato infine il suo definitivo approdo. Il peggiore: l’abbandono, l’estinzione, la resa.
Inascoltati o scherniti, in diversi andavamo dicendo che non ci sarebbe stato esito diverso, che sarebbe stato necessario Continua a leggere

Il vero padrone è il Cavaliere

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Composizione grafica di Luca Peruzzi

da Micromega

La democrazia è compromessa, l’etica della responsabilità abusata, quando dall’agenda politica scompare ogni accenno al conflitto di interessi e al dominio berlusconiano sulle tv. Gli italiani (compresi gli 11,5 milioni che si sono astenuti, per rassegnazione o rabbia) hanno condannato vent’anni e più di politica offesa da tornaconti partitocratici. Sono stati ignorati.

di Barbara Spinelli, da Repubblica, 1 maggio 2013

Proprio nel momento in cui prometteva il “linguaggio sovversivo della verità”, il nuovo presidente del Consiglio ha riscritto a modo suo, storcendolo non poco, il mito di David e Golia. Lo voleva usare come parabola delle larghe intese e della pacificazione, quando è una storia di guerra astuta e cruenta. Ha evocato la rinuncia alle armi del fanciullo-pastore. Quasi quest’ultimo prefigurasse un Cristo (falso, peraltro) che porge la guancia all’avversario e per questo rifiuta l’elmo di bronzo, la corazza, la spada – cui non è abituato – portando con sé solo cinque ciottoli lisci e la fionda.

In realtà David li porta per uccidere Golia, non per schivare il duello. Golia, il gigante filisteo alto sei cubiti e un palmo, Continua a leggere

KEN LOACH per il 1 maggio

KEN LOACH per il 1 maggio

«Gli attacchi contro la classe operaia si stanno verificando in tutta Europa. La disoccupazione di massa, i tagli al welfare, la mancanza di sicurezza in ogni aspetto della vita – tutto questo richiede una risposta. I vecchi partiti del centrosinistra sono ormai compromessi dal loro sostegno al programma di austerità. La loro idea di un capitalismo compassionevole che può funzionare nell’interesse di tutti è chiaramente una truffa. Com’era prevedibile, messi di fronte a questa verità, si sono allineati con i partiti della destra. Abbiamo bisogno di ricominciare da capo. Abbiamo bisogno di nuovi partiti della sinistra che capiscano e difendano gli interessi di tutto il popolo. Dobbiamo unirci in questo progetto attraverso tutta l’Europa. Potremo riuscirci solo se trasformiamo in una realtà l’’Internazionale’!»

KEN LOACH

dalla pagina Facebook del Teatro Valle Occupato

Francesco Guccini: la sinistra e la destra

Francesco Guccini: la sinistra e la destra

«Credo che la sofferenza di oggi possa insegnare qualcosa alla sinistra: per esempio, che non si vive di sole tattiche, la sinistra non può farlo. Che non si può passar sopra i principi, non sono trattabili. Che con Berlusconi non si fanno riforme né accordi. Che le ambiguità del passato si pagano tutte. Berlusconi, la destra, possono fare quello che vogliono, possono sfondare il muro della decenza e della costituzionalità e restano in piedi lo stesso. Ma se la sinistra non è limpida, unita, sinceramente agganciata a dei principi di igiene politica che tutti riconoscono, allora la sinistra paga e duramente. Non ha alternative all’essere “brava”, sincera, unita, pulita. Aggiungerei generosa. È come se la storia la richiamasse senza sconti al rispetto della sua natura, della sua vocazione. Quel fronte ideale che Grillo si impegna a rivendicare per sé e per la sua formazione esiste già: sta nella base della sinistra».

Francesco Guccini

Un contributo alla discussione: Il Partito di Stefano Rodotà

scritto da Maurizio Zaffarano e pubblicato contemporaneamente sul blog Verità e Democrazia

Composizione fotografica di Luca Peruzzi  
 
 
Nell’infausto esito delle elezioni per il Presidente della Repubblica – con la conferma di Napolitano, garante dei poteri forti italiani e internazionali, dell’austerità imposta dall’Europa, degli impegni di guerra dell’Italia, dell’inciucio PD-PDL che porterà all’immunità giudiziaria per Berlusconi – c’è un fondamentale elemento positivo che si deve cogliere.
Una importantissima parte di cittadini italiani – composta da elettori del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Ecologia e Libertà, del Partito Democratico, di Rivoluzione Civile o da persone che non vanno più a votare – si è riconosciuta nella candidatura di Stefano Rodotà, per tutto ciò che quella candidatura significava: la Costituzione come stella polare della vita pubblica, la rivendicazione del “diritto ad avere diritti” e della laicità dello Stato, la tematica dei beni comuni.
La decisione di Beppe Grillo di insistere su questa candidatura, emersa dalle Quirinarie ma promossa trasversalmente già da mesi sul web, non solo è stata un’abilissima mossa politica che ha smascherato ancora una volta la menzogna del Partito Democratico quale forza politica di sinistra riformista e alternativa al berlusconismo ma forse anche una svolta, per un movimento che si dichiara né di destra né di sinistra, verso l’area progressista ed il suo elettorato adottandone una delle icone viventi ed in qualche modo riconoscendone la nobiltà della sua storia e dei suoi valori fondanti.
Il mio auspicio è che questa vasta e ovviamente eterogenea area politica, coincidente in gran parte con il popolo che ha voluto il successo nei referendum per l’acqua pubblica i cui quesiti non a caso furono scritti proprio da Stefano Rodotà, si trasformi ora in una proposta di alternativa di governo in grado di diventare maggioranza nel Paese e di vincere le prossime elezioni.
Non sto pensando qui ad un’alternativa di sinistra, non sto pensando alla rifondazione di una forza politica anticapitalista e libertaria alla quale si deve contemporaneamente lavorare, ma semplicemente ad un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale nel quale confluiscano in una virtuosa sintesi le diverse risposte a tutte quelle istanze di cambiamento radicale e di moralizzazione della vita pubblica così diffusamente presenti nel Paese.
Con un candidato alla carica di Presidente del Consiglio di questo raggruppamento che potrebbe essere Marco Travaglio, per il suo appeal mediatico, per la trasversale popolarità acquisita con la coerenza e l’efficacia nella fustigazione del malcostume italiano e della corruzione, per la vicinanza al leader del Movimento 5 Stelle.
Stante lo stato attuale dei rapporti di forza elettorali tra le componenti politiche coinvolte, un’iniziativa di questo tipo può venire evidentemente solo da Grillo e richiede che all’idea di poter annettere l’elettorato del centrosinistra, una volta realizzatosi lo sfaldamento dei partiti che lo hanno fin qui rappresentato, si sostituisca una visione realistica e tatticamente sagace, come avvenuto con la candidatura Rodotà, che tenga conto di quella parte di elettori di sinistra – rappresentino essi il 2, il 5 o il 10 per cento dei votanti – indispensabili per raggiungere la maggioranza in Parlamento ma che non voterebbero mai il Movimento 5 Stelle se non nel contesto di una coalizione e di un’alleanza plurale.

Tutti noi che ci sentiamo ancora parte del popolo della sinistra dobbiamo fare in ogni caso la nostra parte e non aspettarci regali da chicchessia: il governo dell’inciucio benedetto da Napolitano non durerà pochi mesi, c’è tempo per agire ma serve al più presto, vincendo divisioni ormai senza più senso, riorganizzare una sinistra degna di questo nome che torni a giocare un ruolo determinante nella vita politica italiana.

Una poesia per la rielezione del berlusconiano Giorgio Napolitano

ferlinghettiPieta’ per la nazione i cui uomini sono pecore
e i cui pastori sono guide cattive
Pieta’ per la nazione i cui leader sono bugiardi
i cui saggi sono messi a tacere
Pieta’ per la nazione che non alza la propria voce
tranne che per lodare i conquistatori
e acclamare i prepotenti come eroi
e che aspira a comandare il mondo
con la forza e la tortura
Pieta’ per la nazione che non conosce
nessun’altra lingua se non la propria
nessun’ altra cultura se non la propria
Pieta’ per la nazione il cui fiato e’ danaro
e che dorme il sonno di quelli
con la pancia troppo piena
Pieta’ per la nazione – oh, pieta’ per gli uomini
che permettono che i propri diritti vengano erosi
e le proprie libertà spazzate via
Patria mia, lacrime di te
dolce terra di liberta’!

Lawrence Ferlinghetti